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Mostre / Altri fiori e altre domande / Approfondisci


PETER FISCHLI e DAVID WEISS. ALTRI FIORI E ALTRE DOMANDE
Palazzo Litta, Milano




Prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi, Altri fiori e altre domande è la prima grande mostra in Italia di Peter Fischli e David Weiss, già celebrati dal Leone d’Oro alla Biennale di Venezia. Pensata appositamente per gli spazi seicenteschi di Palazzo Litta, la mostra rappresenta un’occasione unica per esplorare i mondi surreali inventati dal duo svizzero.

Tra le pareti di broccato, le cineserie e gli specchi del piano nobile di Palazzo Litta, che la Fondazione Nicola Trussardi apre per la prima volta all’arte contemporanea, la mostra raccoglie lavori inediti e oltre quaranta opere storiche di Fischli e Weiss e offre una panoramica completa e originale sulla loro produzione. Palazzo Litta si trasforma in uno strano carillon dell’assurdo.

Fischli e Weiss lavorano insieme dal 1979 e si sono imposti come i profeti di un’arte che guarda al mondo con stupore infantile, ma che è anche capace di sgretolare ogni certezza e sottoporla alla critica più spietata. Perfino l’ingresso nella mostra è spaesante e appare come un luogo di transito in cui le opere si confondono con gli ambienti originali tra mobili antichi e fotografie di AEROPORTI (1987-in progress).

Nelle mani di Fischli e Weiss anche la materia più insignificante si trasforma in qualcosa di magico. Dalla dissolvenza ipnotica di FIORI (1997-98) alle SCULTURE NERE (1986-88) in cui mobili, utensili, alberi ed edifici sono ricostruiti in gomma e trasformati in un inquietante monocromo, fino alla proiezione KANALVIDEO (1992) che ci guida nelle fognature di Zurigo, l’arte di Fischli e Weiss svuota la realtà di ogni peso e la trasforma in un miraggio.

L’impercettibile distanza che separa verità e finzione è uno dei temi centrali nell’opera di Fischli e Weiss. In una delle loro serie più famose, gli artisti hanno riprodotto meticolosamente alcuni oggetti scolpendoli in poliuretano, un materiale leggerissimo quanto delicato, che sembra catturare tutta la fragilità del mondo. UNTITLED (PALLETS) (2001-04)  apre uno squarcio su ciò che di solito resta celato nelle esposizioni d’arte: per svelarci il disordine dietro le quinte, Fischli & Weiss espongono oggetti comuni che in realtà sono sculture realizzate con cura maniacale. In LA ZATTERA (1982) – la prima opera che i due artisti abbiano mai realizzato in poliuretano – Fischli e Weiss fanno riemergere dagli abissi nature morte da cartone animato e animali da fiaba. In UNTITLED (ROTTERDAM) (2000-04) trasformano una delle ultime sale della mostra nel ripostiglio di un custode immaginario: una simulazione iper-realista, tanto spettacolare quanto ordinaria, in cui ogni oggetto è scolpito e dipinto a mano.

La realtà per Fischli e Weiss va guardata come un sogno a occhi aperti, che talvolta si tinge di sfumature drammatiche. Nell’installazione DOMANDE (1980-2003) scorrono dubbi esistenziali, quesiti inquietanti e piccole riflessioni: sono paure e desideri simili a quelli che ci assalgono la sera prima di dormire – filosofia da quattro soldi o rivelazioni esoteriche? In uno dei video più celebri di Fischli e Weiss, THE WAY THINGS GO (1986-87), gli oggetti si risvegliano e i materiali più diversi – scatole, bottiglie, pezzi di legno, candele, copertoni e teiere – si rincorrono in una serie esilarante di reazioni a catena, un effetto domino in cui caos e ordine si sfidano all’infinito. Questo sentimento primordiale di paura e stupore torna nel film LA RETTA VIA (1983) in cui i due artisti si travestono da topo e da orso e si avventurano per le montagne della Svizzera, perfetti filosofi in stile Walt Disney. I costumi conservati al centro della stanza sono al contempo perfette sculture minimaliste e feticci da museo delle cere.

Osservata in tutta la sua svagata complessità, l’opera di Fischli e Weiss ci appare animata da piccoli miracoli e momenti di felicità fai da te. L’intera mostra a Palazzo Litta può essere descritta come un labirinto di immagini e mondi possibili, un viaggio tra micro-universi e panorami lillipuziani: UN LAVORO INCOMPLETO (2000-06) è un giro del mondo in centinaia di immagini che si confondono e si intrecciano una con l’altra, per rivelarci il lato oscuro della quotidianità.

Catalogando regole ed eccezioni, l’opera di Fischli e Weiss scorre come un’enciclopedia impazzita, un’esplosione di forme e colori, illuminazioni e oscurità. Nella serie FOTOGRAFIE DI SALSICCE (1979), l’opera che segna l’inizio della collaborazione tra i due artisti, montagne di salsiccia e paesaggi romantici spuntano tra le pareti di un frigorifero o sul pavimento del salotto, per rivelare bellezze allo stesso tempo sublimi e kitsch. Nella serie EQUILIBRI – UN POMERIGGIO TRANQUILLO (1984) oggetti in equilibrio precario sfidano la legge di gravità e danno vita a nuove creature ibride. Nelle fotografie di Fischli e Weiss anche la noia diventa spettacolo, la banalità si declina in infinite variazioni e tutto scorre nella sua meravigliosa molteplicità.

Perfino la storia dell’umanità passa attraverso il caleidoscopio di Fischli e Weiss: nell’ambiziosa serie SUDDENLY THIS OVERVIEW (1981) – presentata per la prima volta in Italia – il duo riscrive gli eventi cruciali della storia dell’uomo in una sequenza di oltre novanta piccole scene di creta. Vignette da un universo in miniatura, le sculture di Fischli e Weiss ricostruiscono eventi insoliti ed episodi marginali che la storia ufficiale non ha mai raccontato.

Nell’ultime sale del Palazzo un gatto gigante si lecca i baffi mentre poco lontano si diffondono i suoni di una radio. Come molte altre opere di Fischli e Weiss, anche RADIO (2008) cela una sorpresa misteriosa: è in presa diretta con il passato, la radio suona musiche e diffonde notizie ormai di qualche mese fa. Voci lontane ma sempre presenti.

Altri fiori e altre domande porta a Milano le visioni allucinate di Fischli e Weiss, in una combinazione unica di opere storiche e produzioni originali che negli spazi barocchi di Palazzo Litta si fanno ancora più fantasmagoriche.